Capillari visibile e angiomi

Riporto qui di seguito una serie di domande tra quelle che più frequentemente mi vengono poste dai pazienti.
Le risposte saranno ovviamente sintetiche ed essenziali; rimando quindi il lettore che vuole capire di più e meglio alle diverse e corrispondenti sezioni del sito.

CAPILLARI VISIBILI E ANGIOMI

– Per un efficace trattamento dei capillari degli arti inferiori è preferibile la scleroterapia o il laser?

Come vado sostenendo da anni, e finalmente oggi il parere dei più mi da ragione, la scleroterapia ed il laser non sono alternativi l’uno dell’altra, ma complementari. Molti gruppi di capillari sono infatti sostenuti da piccole vene malate definite “nutrici”, il trattamento ottimale delle quali è di tipo scleroterapico. Una volta chiuse le nutrici, è possibile trattare direttamente con il laser i capillari che peraltro, abolito il rifornimento da parte delle nutrici, tenderanno già spontaneamente a ridursi di diametro e ad “impallidire”. In presenza di capillari rossi fini, il laser rappresenta di fatto l’unica soluzione. Ancora dei dubbi su quale sia la soluzione terapeutica migliore esistono invece sul trattamento dei grossi capillari blu (si rimanda, per questo aspetto del problema, alle sezioni specifiche del sito); ultimamente, io tendo sempre più a trattare anche questi con il laser.

– Dopo la sclerosi o il laser, i capillari scompaiono subito?

No, quasi mai. Solo occasionalmente si osserva la scomparsa quasi immediata di gruppi di capillari rossi fini dopo una sclerosi particolarmente fortunata della vena nutrice. Nella maggior parte dei casi, invece, i capillari trattati con sclerosi tenderanno ad essere addirittura più evidenti alcuni giorni dopo la sclerosi (soprattutto quelli blu), per poi attenuarsi sino a scomparire in un arco di tempo variabile tra alcune settimane (il caso più frequente) ed alcuni mesi. Dopo trattamento laser, e a 2- 3 giorni da questo, compariranno lungo il decorso dei capillari delle piccole crosticine che non andranno rimosse e che cadranno da sole in 20- 25 giorni.

– E’ in genere sufficiente un unico trattamento laser dei capillari?

Assolutamente no. Cadute le crosticine, alcuni capillari non saranno più visibili, alcuni appariranno come interrotti in più punti o “spezzettati”, altri ancora saranno apparentemente uguali a prima; dopo il primo trattamento, ci si aspetta la scomparsa o la significativa riduzione in estensione del 50% circa dei capillari. Un unico passaggio non è quindi mai sufficiente; per ottenere la scomparsa dell’80% circa dei capillari sono quindi sempre necessari 2 passaggi (che potrebbero anche essere sufficienti quando in capillari da trattare erano pochi e ben separati l’uno dall’altro), frequentemente 3, occasionalmente (soprattutto quando i capillari da trattare erano tanti e compattati tra loro) 4 o più. Ovviamente, il secondo passaggio ed ancor di più gli eventuali passaggi successivi saranno più rapidi del primo. Tra un passaggio ed il successivo eseguito sui medesimi capillari bisogna lasciar passare un mese. Molti dei capillari ancora visibili al termine e del trattamento tenderanno altresì a scomparire nei mesi successivi.

– Chiunque può sottoporsi a trattamento laser dei capillari?

Esiste sostanzialmente un’unica vera controindicazione: l’eccessivo tasso di melanina della pelle. Non vanno quindi trattate con laser le persone molto abbronzate o addirittura di colore. I laser utilizzati a questo scopo interagiscono, infatti, anche con la melanina oltre che con l’emoglobina contenuta nel sangue; ne consegue che il trattamento effettuato su una persona con pelle scura risulterebbe meno efficace sui capillari e danneggerebbe l’epidermide determinando la comparsa di strie biancastre.
Anche se in modo meno categorico, tale controindicazione vale anche per la terapia sclerosante.

– Dopo quanto tempo dal trattamento ci si può esporre al sole?

Possibilmente almeno un mese dopo la fine del trattamento (sclerosante, laser o misto che sia), ad evitare l’infiammazione locale e la comparsa di possibili iperpigmentazioni. Una eventuale, breve esposizione al sole è occasionalmente possibile a condizione che il paziente si protegga con una crema a filtro totale.

– Ci si può sempre sottoporre a trattamento sclerosante/laser dei capillari?

In linea teorica si. Nella pratica, tuttavia, è consigliabile evitare i mesi estivi e quelli comunque a ridosso dell’estate, in quanto assai probabili sono le occasioni di esporsi al sole (gite al mare ed in montagna, bagni in piscina, ecc.). Chiaramente, se il paziente è sicuro di passare l’estate in città e di non andare al mare sino ad ottobre, può sottoporsi al trattamento anche a luglio.
Il mio ovvio consiglio è quello di iniziare a pensare ai capillari delle proprie gambe o del viso durante l’estate quando il paziente stesso più frequentemente si osserva, per poi iniziare il trattamento a settembre o ad ottobre quando l’abbronzatura inizia a svanire: non ci saranno così problemi di sole, si potrà eseguire il lavoro con calma e senza fretta, si potranno più agevolmente scegliere i giorni e gli orari migliori non essendoci ancora il tipico sovra- affollamento di pazienti che si verifica a primavera.

– Ci sono delle precauzioni da adottare e delle terapie complementari da assumere dopo trattamento sclerosante/laser dei capillari?

L’unica vera precauzione è, come detto, quella di non esporsi al sole o a raggi UVA; è invece possibile l’uso di prodotti autoabbronzanti (ovvero coloranti, non foto sensibilizzanti!). Durante un ciclo di scleroterapia, alcuni Colleghi consigliano l’uso di creme che ostacolino il formarsi di piccoli ematomi o di ecchimosi (efficacia quantomeno dubbia a meno che il paziente non abbia un problema di coagulazione): io prescrivo solitamente l’uso di creme a base di arnica (alla concentrazione del 20- 30%) nei casi in cui preveda la possibile comparsa di iperpigmentazioni e l’uso regolare di una buona crema idratante da applicare mattina e sera nella fase delle crosticine post laser.

– Un trattamento laser dei capillari è fattibile in gravidanza?

In linea assolutamente teorica si (trattandosi di un trattamento fisico esclusivamente locale), in pratica no. I motivi principali per cui io lo sconsiglio sono sostanzialmente due: a) durante la gravidanza esiste uno squilibrio ormonale che renderebbe assai meno efficace il trattamento; b) molti capillari che compaiono nel periodo gravidico scompaiono naturalmente dopo la gravidanza, rendendo quindi il trattamento eseguito assolutamente inutile. Consiglio quindi alle pazienti gravide di farsi rivedere a distanza di 2- 3 mesi dal parto per iniziare solo allora il trattamento dei problemi funzionali e/o dei semplici inestetismi che dovessero residuare.

– Dopo trattamento sclerosante/laser dei capillari è necessario l’uso di una calza elastica?

La risposta è no, almeno a mio parere, anche se in linea di principio la compressione elastica delle gambe è sempre utile nei pazienti con insufficienza venosa. Personalmente, io mi limito ad applicare una fasciatura locale da tenere 24- 48 ore dopo sclerosi di voluminosi capillari blu o di perforanti insufficienti (causa del rosone di capillari), o di nutrici molto superficiali. Non prescrivo mai la compressione dopo trattamento laser dei capillari.

– Il trattamento laser dei capillari è doloroso?

Non può definirsi propriamente doloroso, pur sapendo che la soglia del dolore è variabile tra paziente e paziente; sicuramente è fastidioso, ma sopportabilissimo. Nella pratica clinica, non mi è mai capitato che un paziente interrompesse il trattamento per il problema dolore; certamente, nei pazienti con soglia al dolore più bassa, sono necessari da parte dell’operatore una certa pazienza, la capacità di tranquillizzare il paziente, un utilizzo il più possibile soft dello strumento.

– Quali sono le possibili complicanze della terapia sclerosante e del laser nel trattamento dei capillari?

Complicanze vere e proprie, comunque gravi, non ne esistono se si fa un uso corretto del prodotto chimico e/o del laser. Esistono tuttavia dei possibili effetti collaterali, degli esiti non ottimali e delle complicanze minori per le quali si rimanda al testo del consenso riportato nel sito.

– Anche i capillari del viso si possono trattare con il laser?

Assolutamente si; non solo, quelli del viso, spesso partecipi della cosidetta couperose, sono i capillari meno resistenti all’azione del laser. Non infrequentemente, due soli passaggi possono essere sufficienti a cancellarli.

– Esiste un trattamento particolare e comunque valido per la rosacea?

E’ questa una situazione in cui alla couperose classica si associano manifestazioni pustolose simil- acneiche (con la differenza che nelle pustole della rosacea non sono presenti i comedoni). La soluzione terapeutica migliore è rappresentata dalla luce pulsata (IPL) utilizzata con lunghezze d’onda dell’ordine dei 550nm circa. IPL favorisce la riduzione del rossore di base e delle formazioni pustolose che tendono progressivamente ad “asciugarsi”. Di norma, sono necessarie 5- 6 sedute ad intervalli di 15 gg circa tra l’una e l’altra. Variabile è il tempo trascorso il quale le manifestazioni pustolose tendono a ripresentarsi; sono comunque da prevedersi sedute di richiamo.

– Gli angiomi del corpo e del viso si possono trattare con il laser?

Assolutamente si; il laser rappresenta solitamente il trattamento di scelta, in casi particolari (es. laghi venosi) in alternativa o in associazione con la sclerosi. Vanno impiegati laser e parametri di assetto diversi a seconda del tipo di angioma.