Curare vene varicose a Milano: tecnica laser

La malattia della safena è la principale causa delle tanto odiate varici degli arti inferiori e la safenectomia chirurgica o stripping rappresenta ancor oggi, in Italia, l’intervento maggiormente eseguito per curare tale patologia.

La safenectomia, intervento apparentemente semplice e banale, non è tuttavia priva di complicanze, ed il decorso postoperatorio è spesso lungo e causa di temporanea invalidità (dolore, ematomi, possibili infezioni della ferita inguinale, ecc.). Per tale motivo, già nei primissimi anni 2000 alcuni chirurghi nordamericani hanno iniziato a sperimentare soluzioni curative diverse, più standardizzate ed assai meno invasive: tra queste, ricordiamo la termoablazione, chiusura/ablazione della safena con fonti di calore, come il laser (intervento EVLT, poi ELVA ELVeS o altri acronimi), la radiofrequenza o diversamente la sclerosi chimica con schiuma. Ci si è resi ben presto conto come tali soluzioni innovative avessero numerosissimi vantaggi rispetto alla classica safenectomia: intervento eseguito in anestesia locale ed in regime ambulatoriale, pressochè totale assenza di dolore postoperatorio, ritorno quasi immediato alle normali attività lavorative e sociali.

Nel dicembre 2009, uno studio multicentrico internazionale eseguito su 5.000 pazienti e pubblicato dal prestigioso Journal of Vascular Surgery (1) ha dimostrato in misura altamente significativa come il trattamento laser fosse quello in grado di garantire i migliori risultati immediati e a distanza di 5 anni.

Nel frattempo, anche la termoablazione con radiofrequenza si è evoluta ed è andata affinandosi, affiancando così il laser in termini di risultato obiettivo e di accettazione dei pazienti.

Ma così come la radiofrequenza, anche i laser e le fibre ottiche si sono evolute. E’ stato dimostrato come il passaggio da lunghezze d’onda dell’ordine dei 900 nm a quelle di 1400-1.500 nm consentisse di aumentare significativamente l’efficacia del laser, riducendo nel contempo del 70% l’emissione di energia. Analogamente, sono state realizzate le cosidette fibre radiali che cedono l’energia non dalla punta della fibra, ma a 360°.

Io, tra i primi in Italia, ho intuito l’enorme potenzialità dei laser nel trattamento della malattia safenica. Ho iniziato nei primi anni 2000 con il laser 940nm e fibra tradizionale, passando successivamente, quando disponibili sul mercato, ai laser 1.470nm e ultimamente 1.540nm con fibra radiale.

Allo stato attuale, numerosissimi studi scientifici internazionali dimostrano come la termoablazione della safena con laser di ultima generazione e fibra radiale (o in alternativa con radiofrequenza) debba essere considerata il trattamento di prima scelta (2,3,4,5).

Un dato pubblicato di recente dimostra come già nel 2.012 il 95% delle safene malate operate negli USA venisse trattata con termoablazione (6) e, quando possibile, le concomitanti varici potessero venire eliminate con una successiva sclerosi, riducendo così ulteriormente l’invasività dell’intervento (7).

In Italia, purtroppo e per ragioni che sarebbe lungo esaminare, siamo ancor oggi ben lontani da tali percentuali. Potremmo ricordare tra i tanti motivi, la scarsa pratica chirurgica, l’inesperienza nell’uso dell’ecografia, la mancata conoscenza dei laser e del modo di utilizzarli, il timore di investire denari per acquisire l’attrezzatura idonea, la mancanza di stimoli, di entusiasmo e della voglia di dare di più ai pazienti. Nonostante le direttive emanate nelle proprie linee guida dalla SICVE (Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare) (8), la stragrande maggioranza dei chirurghi vascolari italiani esegue ancora la safenectomia chirurgica.

Mi piace concludere con un pensiero del grande filosofo tedesco Jurgen Habermas: “Solo chi è in grado di cambiare ed innovare rimane fedele a se stesso”.

 

Dr. Marco Floriani, Istituto Medico Kiba.

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PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE DI RIFERIMENTO (clicca sulle singole pubblicazioni per attivare il link)

1 – van den Bos R, et al: Endovenous therapies of lower limb extremity varicosities: a meeta-analysis.
Vasc. Surg 2009

2 – Home varicose vein operation.
Domus Medica, 2017.

3 – Sporbert F., et al: Endoluminal thermal ablation of the great saphenous vein (GSV) insufficiency. Laser and radiofrequency results after five years.
Phlebologie, 2016.

4 – Cavallini A., et al: Endovenous treatment of incompetent anterior accessory saphenous veins with 1540 nm diode laser.
Int . Angiology, 2014.

5 – von Hodenberg E., et al: Endovenous laser ablation of varicose veins with de 1470nm diode laser using a radial fiber – 1 year follow-up.
Phlebology, 2013.

6 – Gockeritz O. : Current standards and recent progress in minimally invasive venous surgery.
Cutan. Anestet. Surg., 2012

7 – Vasquez M., et al and the European, American and Australasian College of Phlebology :A multicenter, randomized, placebo-controlled trial of endovenous thermal ablation with or without polidocanol endovenous microfoamtreatment in patients with great saphenous vein incompetence and visible varicosities.
Phlebology, 2016.

8 – Linee Guida delle Società Italiane di Flebologia e di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare: Trattamenti vascolari termoablativi.
Minerva Medica, 2016