Safena e varici laser

Il trattamento laser della safena (EVLT e ELVeS, ovvero fotocoagulazione laser endovasale) rappresenta indubbiamente la soluzione più moderna, innovativa, sostanzialmente atraumatica, conservativa dell’estetica e nel contempo efficace per il trattamento della malattia varicosa di origine safenica. Tale intervento ha le stesse indicazioni della safenectomia o stripping e quindi si pone in alternativa a questa.; lo scopo è lo stesso (abolire il reflusso), ma cambia il modo con cui si ottiene il risultato I vantaggi sono numerosi.

Per saperne di più apri i seguenti collegamenti: consenso laser safena, decalogo, rassegna stampa.

Laserterapia venosa (EVLT ed ELVeS safena)

Nei primi anni duemila sono andate diffondendosi soluzioni tecniche alternative alla safenectomia chirurgica per il trattamento delle varici secondarie ad insufficienza safenica. Già si è detto della ecoendosclerosi con mousse (v. scleroterapia, decalogo). Si accenna alla tecnica closure con radiofrequenza nella terza sezione di decalogo, e a questa si rimanda.

Particolarmente innovativa, elegante nella esecuzione, assolutamente poco invasiva e soprattutto estremamente efficace si è rilevata la tecnica di fotocoagulazione laser della safena, la cosidetta EVLT (acronimo anglosassone di Endo Venous Laser Treatment), che io eseguo ormai abitualmente da più di 10 anni, tra i primi in assoluto. I risultati sono sorprendenti e la soddisfazione dei pazienti totale.

Per maggiori dettagli sulla tecnica EVLT si rimanda alle sezioni consenso laser safena e decalogo.

Del tutto recentemente (anno 2009) è stato prodotto e proposto dall’industria un laser con frequenza diversa (1470nm o 1530 o analoghi) rispetto a quelli sino ad allora utilizzati (prevalentemente 940 e 980nm): il raggio laser a lunghezza d’onda 1470 ha una affinità con l’acqua (il principale costituente del sangue) sino a 40 volte maggiore rispetto a quello emesso dai laser 940 e 980. Ne deriva che l’azione lesiva sulla parete della vena trattata e quindi la chiusura della vena stessa è ottenibile utilizzando una potenza assai inferiore rispetto a quella usuale.

I vantaggi principali di detta innovazione sono i seguenti:

  • ridotta infiammazione tissutale endo e perivenosa;
  • riduzione della quantità di anestetico (già bassissima) utilizzata nel corso dell’intervento;
  • assenza di perforazione della vena, quindi delle possibili ecchimosi post-operatorie;
  • quasi totale assenza della sensazione di “fastidio” (non dolore) che i pazienti più sensibili avvertivano lungo il decorso della vena trattata nei primi giorni successivi all’intervento.

Tali risultati invero strabilianti sono stati ottenuti anche grazie alla introduzione da parte di Biolitech (produttore leader mondiale nel settore dei laser e delle fibre ottiche) di una nuova fibra detta radiale (ovvero che emette luce non in configurazione conica, ma a 360°).

A quest’ultima metodica è stato dato il nome di ELVeS (dove ELVeS sta per Endo Laser Vein System).
Alla fine 2009 sono stati pubblicati importanti ricerche internazionali che hanno evidenziato il ruolo fondamentale di EVLT ed ELVeS nel trattamento della incontinenza safenica. In particolare, lo studio pubblicato sul prestigioso Journal of Vascular Surgery (USA) ha dimostrato come i risultati ottenuti con le metodiche laser eseguite su migliaia di pazienti affetti da varici di origine safenica siano risultati addirittura e significativamente migliori rispetto a quelli propri della classica safenectomia (v. Rassegna stampa).
Per ulteriori informazioni sulla tecnica EVLT e su quella ELVeS si rimanda alle sezioni consenso laser safena e decalogo.

Trattamenti laser venosi da me più frequentemente eseguiti

  • EVLT (fotocoagulazione laser della safena):
    mappaggio con ecocolordoppler della safena e delle varici; puntura ecoguidata in anestesia locale sella safena (generalmente a livello del terzo inferiore della coscia) od esteriorizzazione della stessa attraverso mini-incisione) ed introduzione nel vaso del complesso catetere/fibra laser; l’estremo della fibra viene posizionato, sempre sotto guida ecografica, a 15mm dalla confluenza safeno-femorale; anestesia locale per tumescenza eseguita nello spazio perisafenico sotto guida ecografica; attivazione della fibra laser e fotocoagulazione, in retrazione, del tratto di safena malato (laser diodo 940, fibra laser da 600 micron, potenza media erogata 12W, fluenza media 80J/cm.); eventuale esecuzione, sempre in anestesia locale, delle miniflebectomie sec Muller (se indicato); medicazione compressiva con garze e con calza elastica (collant o mezzo collant, compressione variabile tra 18 e 22mmHg).
  • ELVeS:
    Tutto come per EVLT, con le seguenti variazioni: a) laser diodo 1470 o 1530; fibra da 600 micron di tipo radiale; c) 5W di potenza media erogata; d) fluenza media 30-40J/cm.
    Dal 2009, eseguo quasi esclusivemente ELVeS con fibra radiale.