Sclero-laser terapia capillari

L’importanza del metodo.

Un corretto approccio al trattamento con finalità estetica delle dilatazioni capillari degli arti inferiori consente oggi di ottenere risultati assai soddisfacenti. Le modalità terapeutiche utilizzate sono due: la scleroterapia (le famose “punturine”…) eseguita nella sua versione classica oppure con schiuma, ed il laser.

Storicamente, la scleroterapia ha rappresentato il cavallo di battaglia nel trattamento dei capillari degli arti inferiori. Ancor oggi la metodica rappresenta il trattamento più eseguito in questo settore, nonostante l’affermarsi di uno strumento sofisticato e sempre più dedicato: il laser (v. consenso capillari, decalogo, laser e luci). Laser è indubbiamente una parola che racchiude in sé del magico e che da sempre cattura la fantasia dei pazienti i quali lo considerano la panacea di tutti i mali.

Quello dei capillari, dei piccoli angiomi ed in generale degli inestetismi cutanei è un campo nel quale hanno lavorato da sempre tanto i chirurghi vascolari, gli angiologi/flebologi quanto i dermatologi. Ancor oggi i primi, che ben conoscono la fisiopatologia venosa e che hanno dimestichezza con la tecnica della scleroterapia, difficilmente posseggono o sanno utilizzare il laser; per tale motivo, cercano di trattare tutto con la sclerosi, accanendosi spesso inutilmente su microcapillari rossi ben più fini dell’ago più piccolo e quindi ben difficilmente eliminabili. Al contrario, i dermatologi sanno in genere ben poco del circolo venoso, ma sono di solito dei maestri nell’impiego del laser; cercano quindi di fare tutto con questo strumento, spesso lanciandosi su vene e grandi capillari che ben meglio si gioverebbero di un semplice ed economico trattamento sclerosante, o al contrario limitandosi al trattamento dei capillari lasciando in sede le eventuali vene che li nutrono (certezza di fallimento).

Oggi viene finalmente accettato dai più e sostenuto nei congressi specialistici quanto io modestamente sostengo da anni: nel trattamento dei capillari degli arti inferiori la scleroterapia ed il laser non sono praticamente mai alternativi, ma quasi sempre complementari. La scleroterapia è sicuramente da privilegiarsi in presenza di vene e di alcuni grossi capillari, in quanto più rapida ed economica e (contrariamente a quanto tutti pensano e spesso dicono) meno fastidiosa; il laser è invece sicuramente da preferirsi (o meglio, è forse l’unica soluzione terapeutica realmente efficace) nel trattamento dei capillari rossi fini (così come degli angiomi e dei capillari del viso).

Una corretta esecuzione delle tecniche sopra menzionate non può tuttavia prescindere da un altrettanto corretta strategia terapeutica che consenta di ottenere dalla sclerosi chimica e/o dalla fotocoagulazione laser il miglior risultato terapeutico. Il risultato finale è quindi determinato dalla scelta del mezzo di volta in volta ritenuto più idoneo, dall’uso corretto dello stesso, dalla qualità delle attrezzature disponibili e dalla strategia prescelta. Tra tutte queste variabili io ritengo che l’ultima (il metodo) sia probabilmente quella più importante.

Per mia fortuna, e grazie alla lungimiranza di imprenditori sanitari illuminati che ben presto sono diventati amici, io chirurgo vascolare ho potuto disporre ormai tanti anni fa di laser diversi e specifici per le molte applicazioni possibili tra le quali il trattamento dei capillari. Mi ci sono dedicato con passione, ho studiato a fondo i pregi ed i difetti che sono propri di queste splendide macchine, ho infine capito come utilizzarli per ottenere il miglior risultato. Senza tema di smentita, sono oggi tra i pochissimi specialisti in grado di utilizzare congiuntamente la scleroterapia ed il laser (ovviamente quando necessario). La sclero-laser terapia è diventata quindi parte integrante del mio metodo, che di fatto è di conseguenza un insieme di tecniche diverse e di modi di procedere di volta in volta diversi.

Da quanto sin qui detto si evince quindi come il conseguimento di un risultato positivo e duraturo nel tempo sia possibile solo applicando scrupolosamente una strategia di lavoro che come detto io definisco il metodo. Questo prevede innanzi tutto la precisa definizione della causa dei capillari da trattare. Definire l’origine di determinati capillari consente allo specialista di adottare il trattamento più idoneo caso per caso e di definire le priorità: che cosa va fatto prima, che cosa successivamente, con che tempi e con che intervalli tra una fase e l’altra. In questo processo, l’esperienza dello specialista è fondamentale.

Esistono peraltro, ormai da anni, tecnologie che se ben utilizzate aiutano non poco l’operatore nella identificazione delle cause di gruppi di capillari diversi e nella verifica del risultato ottenuto con il trattamento eseguito. Mi riferisco soprattutto a particolari tipologie di luce (luci polarizzate, luci con ingranditore, ecc.) che consentono di vedere bene anche ciò che un occhio ben addestrato non vedrebbe o vedrebbe con difficoltà. Purtroppo tali tecnologie costano, e quindi pochi operatori (almeno in Italia), ne sono in possesso: ma poterne usufruire influisce, e non poco, sul risultato (la qualità costa, ma alla fine paga!).

Mi si consenta ora un’osservazione finale. Molti pazienti che ambiscono ad eliminare i loro tanto odiati capillari vengono disillusi da amici e parenti con affermazioni tipo: “ma lascia perdere, butti via tempo e soldi, tanto i capillari ben presto ritornano…”. La verità è la seguente: i capillari trattati con successo che si chiudono e non si vedono più non ritornano, nella maniera più assoluta. È vero, invece, che in tempi più o meno lunghi compariranno nuovi capillari, pochi all’inizio, sempre di più con il passare degli anni. Per tale motivo, io raccomando sempre ai pazienti che hanno terminato un ciclo di trattamento di tornare dopo un anno a controllo. Se nulla c’è di nuovo tanto meglio; se qualcosa di nuovo è invece comparso lo si tratta sul nascere con poco lavoro e poca spesa, rimanendo così “a posto” sino all’anno successivo. Anche questo modo di procedere è parte del metodo.

Trattamenti laser capillari da me più frequentemente eseguiti

  • fotocoagulazione laser capillari rossi fini:
    laser KTP 532; spot 0.6-0.8mm, potenza 5W, fluenza media 30J.
  • fotocoagulazione laser capillari rossi fini del viso:
    laser KTP 532; spot 0.6-0.8mm, potenza 5W, fluenza 20-30J.
  • couperose del viso:
    prima seduta trattamento laser singoli capillari (laser KTP 532, come sopra); successivamente 2-3 sedute (di media) IPL 560 (luce pulsata, v. laser e luci) 2+2 mmsec, 20-30J per trattamento del rossore diffuso.

Gruppo di capillari rossi con evidente vena nutrice (VN). Trattamento con scleroterapia di quest’ultima, successivo trattamento laser dei capillari rossi residui.
Rosone di capillari prevalentemente blu con vene nutrici. Trattamento con sola scleroterapia. VNE = vena nutrice in entrata, causa delle dilatazioni capillari, VNU = vena nutrice in uscita.
Esteso gruppo di capillari misti rossi e blu con vena nutrice (VN), causa delle dilatazioni capillari. Trattamento con scleroterapia della vena nutrice e dei capillari più voluminosi e scuri, successivo trattamento laser sui capillari rossi residui.
Gruppetto di capillari misti blu e rossi (C), con vena nutrice (VN). A dx (immagine reale) la vena nutrice la si può solo ipotizzare, a sx è ben evidente grazie a Veinlite. Trattamento con scleroterapia della vena nutrice e dei capillari scuri, successivo trattamento laser dei capillari rossi residui.
Esteso gruppo di capillari misti blu e rossi. Freccia = possibile vena nutrice, difficilmente visibile, causa dei capillari. Grazie a Veinlite (immagine di sx), la vena nutrice (VN) è perfettamente visibile. Trattamento sclerosante della vena nutrice e dei capillari più voluminosi e scuri, successivo trattamento laser dei capillari rossi residui.
Dimostrazione con Veinlite di piccola vena nutrice (VN) che alimenta un gruppetto di capillari (C).
Immagine Veinlite di piccola varice reticolare (VR).
Sclerosi di piccola nutrice, a sx visione naturale, a dx con visore a luce polarizzata.
Capillari rossi isolati senza evidenza di vena nutrice. Essendo di calibro piuttosto considerevole, da prevedersi una prima seduta di sclerosi su quelli più voluminosi, successivamente trattamento laser.
Capillari rossi fini isolati e senza evidenza di vena nutrice. Trattamento laser diretto.

Rosoncino di capillari rossi fini di probabile origine arteriosa. Iniezione sclerosante a livello del vertice superiore (verosimile presenza dell’arteriola nutrice), successivo trattamento laser.
Couperose del viso, prima (sx) e 1 mese dopo trattamento laser dei capillari più evidenti (dx). Ipotizzabile successivo trattamento di completamento con luce pulsata 560nm.

Gruppo di capillari rossi con evidente vena nutrice (VN). Trattamento con scleroterapia di quest’ultima, successivo trattamento laser dei capillari rossi residui.

 

Rosone di capillari prevalentemente blu con vene nutrici. Trattamento con sola scleroterapia. VNE = vena nutrice in entrata, causa delle dilatazioni capillari, VNU = vena nutrice in uscita.

 

Esteso gruppo di capillari misti rossi e blu con vena nutrice (VN), causa delle dilatazioni capillari. Trattamento con scleroterapia della vena nutrice e dei capillari più voluminosi e scuri, successivo trattamento laser sui capillari rossi residui.

 

Gruppetto di capillari misti blu e rossi (C), con vena nutrice (VN). A dx (immagine reale) la vena nutrice la si può solo ipotizzare, a sx è ben evidente grazie a Veinlite. Trattamento con scleroterapia della vena nutrice e dei capillari scuri, successivo trattamento laser dei capillari rossi residui.

 

Esteso gruppo di capillari misti blu e rossi. Freccia = possibile vena nutrice, difficilmente visibile, causa dei capillari. Grazie a Veinlite (immagine di sx), la vena nutrice (VN) è perfettamente visibile. Trattamento sclerosante della vena nutrice e dei capillari più voluminosi e scuri, successivo trattamento laser dei capillari rossi residui.

 

Dimostrazione con Veinlite di piccola vena nutrice (VN) che alimenta un gruppetto di capillari (C).

 

Sclerosi di piccola nutrice, a sx visione naturale, a dx con visore a luce polarizzata.

 

Capillari rossi isolati senza evidenza di vena nutrice. Essendo di calibro piuttosto considerevole, da prevedersi una prima seduta di sclerosi su quelli più voluminosi, successivamente trattamento laser.

 

Capillari rossi fini isolati e senza evidenza di vena nutrice. Trattamento laser diretto.

 

Rosoncino di capillari rossi fini di probabile origine arteriosa. Iniezione sclerosante a livello del vertice superiore (verosimile presenza dell’arteriola nutrice), successivo trattamento laser.

 

Couperose del viso, prima (sx) e 1 mese dopo trattamento laser dei capillari più evidenti (dx). Ipotizzabile successivo trattamento di completamento con luce pulsata 560nm.